Category Archives: Minori

CHIEDE AIUTO E LE TOLGONO I FIGLI!

DI ROBERTA LERICI

Un altro caso incredibile, in cui abbiamo una donna maltrattata dal marito che alla fine riesce a denunciarlo.Il marito viene condannato e la donna va a vivere con i due figli in una struttura protetta. A un certo punto, però, le dicono che la figlia adolescente ha dei problemi che lei non riesce a gestire e la figlia finisce in una struttura protetta. Il fratello più piccolo, invece, viene dato in affido il giorno che la madre si presenta in ritardo ad un incontro protetto.

Hanno separato due fratelli, hanno privato una madre già piuttosto provata dalla vita, dei suoi affetti più cari e tutto questo perchè? Perchè lei da sola non ce la faceva? E per aiutarla le vengono tolti i figli? Quanto costano un minore in una comunità e un altro in affido? La prima dai 100 ai 400 euro al giorno, il secondo almeno 2000 euro l’anno a seconda della regione. Non sarebbe stato meglio dare a questa signora un aiuto economico? Io non conosco la storia nei dettagli, ma da quanto si evince, la violenza delle istituzioni nel caso specifico è palese. Violenta e ingiusta, è la giustizia minorile perchè troppo discrezionale. Ognuno ha il potere di fare ciò che vuole della vita degli altri. Bisogna porre fine a questo scempio.

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Solidarietà a Roberta Lerici (IDV lazio) per il linciaggio mediatico subito

Solidarietà a Roberta Lerici responsabile dip. Infanzia e stalking del lazio, presa di mira con articoli dileggianti al limite del reato di diffamazione, da parte di esponenti delle ass. dei padri separati.

Solidarietà a Roberta Lerici che in un paese democratico, quale si spera sia ancora l’Italia, ha osato parlare di un argomento di cui forse non si doveva parlare, ovvero delle conseguenze nefaste a cui vanno incontro i minori affidati al genitore che ha perpetrato violenza e maltrattamenti.

Solidarietà ad una donna, madre di famiglia, che dal 2006 nella Rignano Flaminio dell’asilo purtroppo noto per le vicende legate agli abusi sui bambini, ha deciso di dedicare il suo tempo per aiutare le famiglie di quei bambini, lasciate sole dallo stato, e per denunciare altri casi intollerabili di giustizia negata alle madri e ai loro figli.

Solidarietà a Roberta Lerici, per avere sollevato il problema tabu della pedofilia, che vive di connivenze e omertà.

Solidarietà a Roberta Lerici che è riuscita a sensibilizzare l’opinione pubblica con pochi mezzi a disposizione.

Solidarietà a Roberta Lerici che con la sua umanità, preparazione e passione è diventata il punto di riferimento per tante persone donne e uomini di buon senso.
Roberta, non sei sola.
Grazie per tutto quello che fai.

Quanti BLIZ analoghi vengono disposti anche in Toscana?

(DIRE) Roma, 19 apr. – Un sit in “per esprimere la propria
condanna nei confronti dei metodi usati dal Tribunale dei Minori
di Roma”. Perche’ “il blitz di Latina in cui per prelevare un
bambino e portarlo in una casa famiglia strappandolo alla madre,
sono stati usati 14 agenti, e’ solo l’ultimo di una serie di provvedimenti che hanno l’unico risultato di causare ulteriori traumi a bambini che ne hanno gia’ subito a causa di separazioni conflittuali, violenze o
maltrattamenti”.

Il ‘Comitato Vittime Giustizia Minorile’
annuncia cosi’ la propria mobilitazione. Al centro della
questione A., il bambino di 8 anni figlio di V.P, che il
Tribunale dei minori di Roma ha deciso debba essere allontanato
dalla mamma e trasferito in una casa famiglia nella Capitale. Dal
2002, il minore e’ al centro della disputa, anche giudiziaria,
fra i genitori, dopo che la donna, dopo aver partorito A., si
rifiuto’ di andare a vivere con l’uomo e aver denunciato presunte
violenze psicologiche e fisiche da parte del padre del bambino.

Venerdi’ scorso il piccolo sarebbe dovuto essere portato dai
nonni in Questura, era la promessa fatta dagli stessi dopo il
tentativo di intervento delle 14 persone. Al momento di essere
messo in macchina, il bambino e’ stato preso da convulsioni e
attacchi di vomito tanto da essere portato in pronto soccorso
dalla madre. Da quel momento in poi, nonostante l’ordinanza del
giudice che chiede il prelevamento del bambino in tutti i modi,
lo stesso e’ diventato introvabile.
“Il prelevamento, alla fine di una giornata convulsa- dice
ancora la nota del Comitato- non e’ stato possibile perche’ il
bambino e’ stato colto da gravi malesseri per i quali e’ stato
necessario accompagnarlo al pronto soccorso. Dopo una notte
completamente in bianco, il bambino e’ stato visitato nuovamente
il giorno dopo”. Quindi l’appello a chiunque volesse partecipare
al sit in: “Vi invitiamo a protestare pacificamente contro questo
modus operandi e a partecipare, sia che siate vittime voi stessi
o che vogliate supportare questa causa in favore dell’infanzia”.

Ed ecco il messaggio che la referente del Comitato Roberta Lerici di Roma, responsabile Italia dei Valori Infanzia e Stalking, ha ricevuto in merito alla vicenda:

Salve Roberta, sono Elisa Cella, capitano della squadra e con queste foto abbiamo voluto sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo a questo problema.
A. è un nostro grande tifoso, è sempre stato presente alle nostre partite partecipando sia come tifoso che come aiuto a bordo campo. Ho avuto modo di passare molto tempo con lui e ho potuto vedere di quanto intelligente,vivace sia.. insomma un bambino d’oro! E sapere di quello che sta passando mi rende sbigottita. Si vede quanto sia attaccato alla mamma e alla famiglia e trovo inconcepibile come questo diritto gli venga tolto, come gli vengano tolti questi anni di spensieratezza. Non è giusto tutto questo così spero che con questo piccolo gesto si riesca a far qualcosa. Noi saremo presenti anche alla manifestazione sperando che finalmente, una buona volta, giustizia venga fatta e venga donata una volta x tutte al piccolo la felicità che gli spetta!
Mi sono permessa di scriverle un piccolo pensiero che viene dal profondo e con tutta sincerità perchè davvero sono affezionata ad A.

LATINA, BIMBO CONTESO: OTTO ANNI, TRATTATO COME UN BOSS

aprile 19, 2010 — robertalerici

Ecco un articolo del giornale Latina Oggi, allegato a Il Giornale, in cui si descrive l’incredibile mattinata vissuta dai familiari di questa mamma a cui il Tribunale dei Minori di Roma,vuole portare temporaneamente via il bambino, in attesa che si raggiunga un accordo per le visite con il padre. La madre in questo caso non ostacola affatto le visite con il padre del bambino, in quanto è il bambino che rifiuta di vederlo. E allora, la cosa più semplice sarebbe quella di fornire al bambino il supporto di uno psicologo in modo da individuare le cause della sua avversione per il padre e cercare di superarle. Il Tribunale dei Minori di Roma, invece, ha deciso di collocare il bambino in una casa famiglia e di vietare qualsiasi rapporto con la madre e i suoi familiari. Nello stesso decreto si stabilisce anche che debba lasciare la sua scuola e i suoi compagni, visto che la casa famiglia a cui è destinato si trova a Roma, mentre la famiglia abita a Sezze.

Una decisione che lascia davvero senza parole per la sua crudeltà. Non è, però, purtroppo l’unico caso in cui senza un valido motivo si separano i figli da un genitore con il quale i bambini hanno un forte legame affettivo.

Abbiamo seguito altri casi simili e continuiamo a chiederci perchè una giustizia che dovrebbe essere dalla parte dei minori, finisce per causargli traumi ben più gravi di quelli dovuti alle separazione dei genitori.

I bambini che vivono già con un solo genitore, infatti, finiscono per ritrovarsi del tutto orfani per mano di quelle stesse istituzioni che dovrebbero mettere il loro interesse al centro di qualsiasi decisione.
Per stigmatizzare la violenza di questi provvedimenti e i danni che possono creare ai minori che li subiscono, è nato il COMITATO VITTIME DELLA GIUSTIZIA MINORILE, che farà un sit-in di fronte al Tribunale dei Minori il 22 aprile 2010, dalle 10, 30 in poi.
L’iniziativa non vuole entrare nel merito dei singoli casi, ma costituire un momento di riflessione e ripensamento sul genere di tutela che deve essere riservata all’infanzia che arriva suo malgrado nelle aule giudiziarie.

I bambini vanno ascoltati, e troppo spesso non lo sono.Vanno rispettati, e troppo spesso vengono calpestati. Vanno compresi a aiutati quando mostrano sofferenza e disagio, mentre in molti casi l’iter giudiziario peggiora il loro stato di salute psicofisica. Ma soprattutto i bambini hanno bisogno di amore, e questo non può essergli negato per decreto.

http://robertalerici.wordpress.com/2010/04/19/24-agenti-per-portarlo-in-casa-famiglia8-anni-trattato-come-un-boss/

LATINA: 14 AGENTI PER PRELEVARLO, MA E’ UN BAMBINO DI 8 ANNI. LA MADRE ACCUSA IL TRIBUNALE: “MI TOLGONO MIO FIGLIO”

Di Roberta Lerici

E’ questa la sconvolgente “operazione” che si è svolta stamane a Latina.Le forze dell’ordine, con la collaborazione dei servizi sociali e delle figure professionali che impone la legge in questi casi, dovevano eseguire un provvedimento del Tribunale dei Minori di Roma  che imponeva il prelievo di un bambino dalla casa materna.

Nell’atto del giudice Roberto Ianniello, afferma l’avvocato Coffari, è scritto fra l’altro:

LA POLIZIA PROCEDERA’ SENZA INDUGI VINCENDO OGNI RESISTENZA DI OPPOSIZIONE DI ESECUZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI ALLONTANAMENTO E PROCEDENDO PER EVENTUALI VIOLAZIONI DI LEGGE IL SERVIZIO RELAZIONERA’ DELL’AVVENUTO ALLONTAMENTO E DEL COLLOCAMENTO. VIETA ALLO STATO IL RAPPORTO CON LA MADRE E LA SUA FAMIGLIA”.

Insomma, il bambino andava  prelevato e allontanato per portarlo in una casa famiglia di Roma, con il conseguente abbandono della scuola, degli amici e della sua casa. E, soprattutto, con il divieto assoluto di vedere la madre e i suoi familiari.

Perchè? Perchè il bambino rifiuta di vedere il padre e, allontanandolo dalla madre e da tutto il suo mondo, il giudice pensa che sia più facile avviarlo ad un percorso di riavvicinamento con il padre. Una “terapia” sul cui successo, purtroppo, non mi pare ci siano conferme. Fin qui la cronaca della mattinata di oggi.

Domani attendiamo di conoscere gli sviluppi di questa incredibile vicenda. Certamente, come persona impegnata nella tutela dei minori con il Movimento dell’Infanzia e come responsabile del Dipartimento Infanzia dell’italia dei Valori, condanno questo modo di procedere da parte di una istituzione come il Tribunale dei Minori, che dovrebbe mettere al centro gli interessi del bambino e che, invece, con questi provvedimenti non fa altro che traumatizzare ulteriormente i minori al centro di dispute.

Non ritengo, inoltre, che per risolvere il rifiuto da parte del figlio di uno dei due genitori, lo si debba rendere orfano, privandolo anche dell’affetto dell’altro. In casi del genere, sono gli stessi neuropsichiatri infantili a sconsigliare la separazione dei bambini dalle madri rimaste uniche figure di riferimento, ma i loro pareri vengono troppo spesso ignorati dai giudici. In attesa degli aggiornamenti di domani, ecco l’agenzia uscita stamattina:

(LZ) MINORI. LATINA, IN 14 PER PORTARE BAMBINO IN CASA FAMIGLIA LA MADRE AVEVA ACCUSATO IL TRIBUNALE: ‘MI TOLGONO MIO FIGLIO’.

(DIRE) Roma, 16 apr. – Quattordici persone per prelevare un bambino e portarlo in una casa famiglia. A Latina, agenti e assistenti sociali sono in attesa fuori dalla casa di V.P., madre di A., bambino di 8 anni che il Tribunale dei minori di Roma ha deciso debba essere allontanato dalla mamma e trasferito in una casa famiglia nella Capitale. Dal 2002, il minore e’ al centro della disputa, anche giudiziaria, fra i genitori, dopo che la donna, dopo aver partorito A., si rifiuto’ di andare a vivere con l’uomo e aver denunciato presunte violenze psicologiche e fisiche da parte del padre del bambino. Al momento, secondo il racconto di persone vicine alla donna, in casa a Latina c’e’ solo la nonna, la mamma della madre del bambino, mentre la donna e’ attesa assieme al minore da agenti e assistenti sociali per trasferire A. nella casa famiglia. Ma la madre del bambino nei giorni scorsi ha raccontato il calvario di questi ultimi anni, contestando la gestione della vicenda da parte del giudice, bocciando l’ultimo decreto che sancisce l’allontanamento del figlio da lei e rimarcando la disattenzione nei confronti delle esigenze del bambino, che a suo dire non vuole stare col padre e che verrebbe sottoposto a un doppio trauma: il dover lasciare sia la madre sia gli amici, cioe’ i compagni di scuola, nel trasferimento da Latina a Roma. (Rel/ Dire) 12:50 16-04-10

http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1932

Contro le dichiarazioni del Cardinale Bertone: mobilitiamoci!

I giovani di Italia dei Valori Firenze esprimono oggi tutto il loro disappunto ed il loro sdegno in seguito alle dichiarazioni del Cardinale Bertone, espresse nella sua visita in Cile, sulla presunta accertata equazione omosessualità-pedofilia. Riteniamo che tale equazione non faccia altro che fomentare il razzismo e la discriminazione nei confronti delle persone omosessuali.

In un momento in cui la Chiesa si trova in difficoltà, a seguito di vari casi venuti alla luce di reati sessuali perpretati su minori da suoi rappresentanti, dichiarare che non vi è nessun nesso tra celibato e pedofilia ma che sarebbe invece accertata la relazione tra omosessualità e pedofilia, si traduce in un’affermazione irrispettosa e assai discutibile anche nei confronti dei numerosi omosessuali seguaci della Chiesa Cattolica.

Difendersi dalle accuse di pedofilia che provengono dallo stesso ambiente ecclesiastico attaccando l’omosessualità è un atto lesivo ed inaccettabile per tutte le categorie sociali e la sua denuncia, di quella parte della società civile e della politica che ha senso critico e attenzione alla laicità dello stato, non può che essere ferma.

Lara Benfatto
Rappresentante Giovani Provincia di Firenze

Perchè l’affido condiviso non va applicato nei casi di violenza familiare

Anche i giuristi democratici intervengono sulle dichiarazioni della ministra per le pari opportunità

Il contesto famigliare è il luogo privilegiato di espressione della disparità di potere nella relazione tra coniugi

“…alto è il tasso di violenze da parte degli ex coniugi ai danni di donne e figli in casi di affido condivisonon perché questa sia occasione di scontro sui figli, ma perché l’affido condiviso viene sovente concesso anche quando già erano state avanzate da parte della donna precedenti denunce penali al marito per percosse, minacce, maltrattamenti.”

di Associazione nazionale giuristi democratici

Lettera aperta dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Gruppo di studio Generi e Famiglie, alla Ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna, in merito alle dichiarazioni rilasciate sulla violenza degli uomini contro le donne.

La violenza e le discriminazioni compiute dagli uomini ai danni delle donne, siano esse di tipo fisico, psicologico o economico, aldilà del contesto in cui vengono compiute, non rappresentano mai una “trasformazione” della realtà, un evento eccezionale, una “anomalia” connessa a qualità personali del singolo uomo che le compie, ma, come espresso nel Preambolo della Convenzione per l’Eliminazione di ogni forma di discriminazione contro la donna (CEDAW), sono la “manifestazione di un potere relazionale storicamente diseguale tra uomini e donne…uno dei principali meccanismi sociali attraverso i quali le donne sono costrette ad occupare una posizione subordinata rispetto agli uomini.”

Il contesto famigliare è il luogo privilegiato di espressione della disparità di potere nella relazione tra coniugi: perché inevitabilmente il duplice ruolo che la donna in questo contesto è chiamata a ricoprire di moglie e madre la rende soggetta ad una serie di “aspettative” da parte del coniuge e della società stessa, che la vedono ancorata ad un ruolo primariamente di cura e riproduttivo, di servizio, e non, come dalla Ministra affermato, di realizzazione.

Infatti, statistiche, indagini criminologiche e studi psicologici di levatura internazionale sono concordi nell’affermare che la violenza dell’uomo in seno alla famiglia si scatena proprio nel momento in cui la donna sceglie di abbandonare il proprio ruolo di moglie e madre o “interpretarlo liberamente”, cercando di esprimere le proprie qualità anche come cittadina e donna, dunque come soggetto, prima ancora che come oggetto di “funzioni” legate al suo ruolo.

E’ in questo momento che l’uomo si sente legittimato, imponendo la propria forza fisica, il proprio potere economico, il bene “superiore” della famiglia, a dissuadere la donna dalla possibilità di scegliere come costruire la propria vita, a sminuire la scelta di autonomia della donna come scelta debole, a cercare di tenerla al suo servizio con tutti i mezzi possibili, dalla minaccia allo stupro, alla violenza sui figli.

Perché deve sapere, Ministra, che alto è il tasso di violenze da parte degli ex coniugi ai danni di donne e figli in casi di affido condiviso, non perché questa sia occasione di scontro sui figli, ma perché l’affido condiviso viene sovente concesso anche quando già erano state avanzate da parte della donna precedenti denunce penali al marito per percosse, minacce, maltrattamenti.

L’incapacità di valutare la pervasività della violenza dell’uomo in famiglia, che non solo si rivolge contro la donna, ma anche è violenza assistita per i figli che indirettamente la subiscono, porta a concedere l’affidamento congiunto anche in questi casi, consentendo all’uomo violento di continuare a trovare spazi per distruggere fisicamente e psicologicamente le persone, donna e figli, che hanno deciso di sottrarsi dalla sua potestà.

A fronte della gravità e della pervasività della discriminazione e della violenza degli uomini ai danni delle donne italiane, pare una ulteriore ed inaudita violenza istituzionale non solo la scelta di non assegnare un Portafoglio al Ministero delle Pari Opportunità per consentirLe di poter effettivamente intervenire a supporto dei centri antiviolenza e rendere concrete le politiche di supporto alla fuoriuscita delle donne da situazioni di criticità, ma anche la scelta di tagliare quei già pochi fondi stanziati a tal fine, che ancora una volta, da un Governo preminentemente composto di uomini, viene distratto alle politiche delle pari opportunità a favore di altri e del tutto diversi ambiti (abolizione ICI prima casa, quella in cui i coniugi possidenti e maggiormente remunerati rispetto alle proprie consorti potranno continuare ad esercitare agevolmente su di loro violenze e pressioni economiche e psicologiche).

Molte altre sarebbero le osservazioni su cui soffermarsi, ma, per brevità, pare opportuno in questa sede portare a Sua conoscenza e fare rimando alle Raccomandazioni che il Comitato per l’applicazione della Convenzione per l’Eliminazione di ogni forma di discriminazione contro la donna (CEDAW) ha, in più riprese, rivolto al nostro Stato, e che sempre sono state ignorate ed occultate, al punto da doversi una associazione come la nostra addossare l’onere di tradurle e diffonderle. Le alleghiamo alla presente, nella speranza voglia fare di tali Raccomandazioni fulcro centrale di indirizzo delle azioni che porrà in essere, che sempre dovranno essere rivolte alla promozione della donna in quanto soggetto, per rendere concreto il godimento dei loro diritti fondamentali.

Associazione Nazionale Giuristi Democratici Gruppo di studio Generi e Famiglie Le dichiarazioni della ministra Carfagna sono disponibili sul suo Blog

affido condiviso: i blog su cui trovare info dettagliate e testimonianze