Violenza maschile sulle donne e il Fatto Quotidiano

Il 4 luglio, dopo la lunga strage che aveva colpito tante donne per mano di ex mariti, fidanzati, partner, Il Fatto Quotidiano, edizione cartacea, per quello che ne sappiamo, non ha pubblicato statistiche, dichiarazioni, proposte di leggi a tutela delle donne, analisi sul femminicidio che è una emergenza sempre maggiore in Italia. No, non ci sembra l’abbia fatto. Ci risulta invece che nella mail box si sia dato spazio ad una lettera – che non troviamo online (chi è abbonat@ però può leggerlo) – intitolata “La disperazione dell’amore malato” firmata da un membro di una associazione che parrebbe occuparsi di affido condiviso.

Egli, ovvero la persona che ha firmato la lettera, “sente l’obbligo” di scrivere per parlare del sentimento ossessivo che porta a queste infelici conclusioni non mancando di addebitarlo anche a donne che “diventano ossessionate, perdono il controllo e l’intelletto”. Continuando su questa scia di spostamenti dall’asse centrale del discorso si finisce per paragonare un rapporto amoroso ad una relazione padre-figlia e madre-figlio, motivo per cui, secondo lo scrivente, sarebbe così complesso il distacco e urgente l’attesa e il perseguimento di una, diciamo così, letale riconciliazione (“ed accade…il peggio”). Ecco perchè – sintetizziamo – sarebbe necessario fare in modo che i figli non siano separati dai genitori etc etc etc.

Si tratta dunque di una opinione esistente, legittima per quanto non condivisibile. Non da noi. Ci sembra infatti non vi si faccia cenno, se non in un brevissimo passaggio introduttivo, al fatto che sono soprattutto le donne a morire di quei rapporti morbosi – come dimostrato da cronache recenti e meno recenti – per mano di uomini che ignobilmente decidono di togliere la vita a donne che muoiono in italia a centinaia. Ci lascia dunque perplesse una lettera che prende spunto da una lunga catena di femminicidi e poi si produce in una analisi che sembrerebbe dire che le persone ossessive e morbose non siano state preparate da piccole ad affrontare il distacco (almeno questa ci sembra l’interpretazione del discorso). Ci lascia perplesse perchè non comprendiamo in quale parte della lettera si parli delle vittime, le donne e i bambini (vittime perchè assistono alle violenze o per violenza diretta), rispetto ai quali l’unica prevenzione possibile resta invece il “distacco” obbligato, forzato, tutelato giacchè le donne vittime di violenza devono essere protette e allontanate immediatamente dall’uomo che può ucciderle e generalmente le uccide così come i bambini vittime di violenza, diretta o indiretta, devono essere immediatamente allontanati dal genitore violento. Sono questi i casi in cui il “distacco” va dunque assolutamente perseguito a tutela dei soggetti a rischio.

Per quanto comunque nella lettera sia apprezzabile l’attenzione nei confronti dei bambini, in questo caso si parla di uomini adulti – che non accettano il distacco – e che esigono, come è possibile notare dalle numerosissime denunce di stalking fatte da donne perseguitate dagli ex, di poter accedere non certo alla mamma ma ad una persona, in realtà un oggetto, che ritengono di loro proprietà. Il possesso, l’egoismo, non sono caratteristiche che una società civile e moderna dovrebbe mai agevolare, così come non si può trasferire sulle donne la responsabilità della cura di uomini mai cresciuti.

L’altro ieri una sorella, a proposito degli articoli di massimo fini che sovente il giornale ospita, chiedeva come mai il Fatto Quotidiano non si occupa mai di violenza maschile contro le donne. Quella che abbiamo letto sopra potrebbe essere una risposta. Diciamo che se ne occupa ma da un altro punto di vista.

Anche per questo Il Fatto Quotidiano non è un giornale che ci rappresenta.

Nb: solo oggi sappiamo dalla cassazione che dopo due denunce per stalking le vittime, donne e bambini, devono immediatamente essere protette. E giusto per gradire, oltre la infinita serie di atti di violenza maschile registrati nella giornata di oggi merita attenzione il fatto che una donna, accoltellata alla schiena ben dieci volte dal suo compagno, pare essere sopravvissuta, mentre un’altra invece proprio non ce l’ha fatta. Come giustamente fa notare Meltiparaben, si tratta di una emergenza. Della quale Il Fatto Quotidiano non parla.
dal blog :femminismo a sud

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