Bisogna essere grate alle femministe. Perchè nessuno parla delle responsabilità dei maschi?

“Mi chiedo quando mai si vedrà un articolo in cui si riconoscono le responsabilità dei maschi, del maschilismo.

Sempre a parlare di donne, di quello che fanno, di quello che dicono, di quello che non fanno se non lo fanno, di quello che non pensano perfino. E hanno fatto il femminismo, e non l’hanno fatto abbastanza, e quello che hanno fatto non piace alla tamaro (e come potrebbe giusto lei da antiabortista affiliata al clan di giuliano ferrara farsi piacere il femminismo?), e poi ci sono state le femministe che si sono lasciate crescere addosso le figliole con il culo di fuori e quelle che non hanno badato a educare le generazioni successive e bla bla bla…

Ma per ci avete prese? Per un esercito di sorveglianti? Per un clan di sartine che dovevano andare a rammendare pantaloni sdruciti e ad allungare gonnine troppo corte? Ma di cosa diamine state parlando…

Una cosa è un bel dibattito tra di noi in cui ci diciamo un po’ di cose a quattrocchi per crescere anche litigando, e un’altra è questo spettacolo indecente per la soddisfazione dei maschi del branco che stanno a bordo rissa a godere di ogni pugno e di ogni battuta acida.

E i maschi? Dov’erano i maschi? Cosa facevano i maschi? Perchè mai la “colpa” di tutte le devastazioni personali, familiari, territoriali, sociali, ambientali, filosofiche, teologiche e finanche gastronomiche deve essere delle donne?

Quando le femministe lottavano per ottenere microgrammi di autonomia per sé e per le proprie figlie i maschi picchiavano le donne e quelle figlie. Lo fanno ancora. Spesso le uccidevano e le uccidono ancora.
Ogni donna morta in quelle circostanze possiamo considerarla una caduta sul campo e non c’è Tamaro che tenga quando c’è da contare le vittime di una guerra alle donne, alle madri, alle figlie, alle lesbiche, alle femministe.

Ci sono state quelle che hanno subito stupri rivendicati dai fascisti. Per punizione. Non parlo solo di franca rame ma anche della sorella lesbica stuprata da un branco di fasci in toscana solo un paio di anni fa. Stuprata perchè femminista e lesbica.

Ci sono quelle che sono finite in carcere e che sono state denunciate. Le hanno accusate di tutto. Lingua lunga, vilipendio alla religione di stato, complicità nella pratica abortiva quando era ancora illegale e le donne finivano in manette per questo, e per parlare di epoche più recenti le donne rischiano di pagare e pagare per diffamazione e calunnia ogni volta che denunciano uno stupro perchè i maschi negano sempre. Ora hanno anche imparato a ricattare le loro vittime con spese legali impossibili da sostenere per chi già stenta a vivere tutti i giorni.

Ma c’è mai stata la Tamaro dentro un’aula di un tribunale quando una ragazza stuprata viene processata al posto dello stupratore? Lo sa lei che le femministe si sono fatte i chilometri, sveglia all’alba, per andare a dare supporto a tante donne che hanno affrontato tutto ciò da SOLE. Completamente sole, come sono ora, esattamente allo stesso modo.

La solitudine delle donne? ogni volta che ho dovuto sfidare l’autorità di un maschio, ogni volta che le uniche persone che mi sono ritrovata a fianco erano e sono donne, mille volte femministe, a prescindere dal fatto che avessero la targa della militanza sul petto oppure no.

Lo sa la Tamaro che senza le femministe in sicilia eravamo costrette ad obbedire al padre padrone e poi al marito stupratore? Lo sa che senza le femministe il nostro destino sarebbe stato quello di oggetti e mai di soggetti? Lo sa che i destini di tante donne sono cambiati, migliorati GRAZIE alle femministe?

E nel frattempo quanti erano quelli e quelle che remavano contro. Ma parliamo di maschi giacchè non se ne parla mai. I grandi assenti. Fanno merdate e poi il conto alla storia lo pagano sempre le donne.

Ci sono i maschi che hanno limitato la possibilità di parola delle donne, quelli che non hanno mai aperto spazi, partiti, giornali, luoghi di diffusione alle donne. Segreterie di partito, incluse quelle di sinistra, che non hanno mai permesso ad una donna “autonoma” di varcare la soglia della dirigenza perchè il maschilismo è imperante ovunque.

Ci sono i maschi che hanno comprato l’italia, che spadroneggiano e trattano tutte le donne come puttane, che le indottrinano con pubblicità, modelli di vita, le insultano e poi le rivendono al miglior offerente mentre le esortano ad indossare quel capo di abbigliamento o quel trancio di biancheria intima.

Ci sono maschi che mortificano le donne, le insultano se parlano “troppo”, le insultano anche se pensano “troppo”, in una guerra che si compie dentro le case dove leggi più civili avrebbero fatto la differenza se non fosse stato per i maschilisti ciellini, per i bacchettoni baciapile, per tutti i culi piatti affezionati alle poltrone e iscritti all’opus dei.

Ma si, facciamo il gioco a chi è che ha mandato al massacro le donne in questa italietta di merda e vediamo chi ne esce vivo. 

E’ troppo semplice prendersela con le donne mentre fuori c’è un clan di maschi che usano gli stupri commessi contro le donne per fare provvedimenti per rastrellare stranieri. E’ semplice prendersela contro le donne quando l’unica cosa che importa a certi maschi è il potere e il dio denaro ai quali sacrificano tutto, donne in testa.

E’ facile prendersela con le donne e le femministe, come se mai qualcuno le avesse elette a guardiane di chissà cosa.
Come prendersela con la madre succube di un marito violento che maltratta lei e le figlie. Come prendersela con la madre che combatte ed è ferita, sanguina, e nonostante ciò si difende e lotta per sè e le proprie figlie. Invece di darle una mano diventa semplice atterrarla. E perchè si fa questo se non per sconfiggerla e neutralizzarla?

Si rimprovera a lei l’incapacità di proteggere le figlie mentre lui, il maschio, il violento, se la ride e se ne va allegramente per la sua strada senza assumersi nessuna responsabilità e lasciando che le donne si accapiglino tra di loro. 

Io le ho viste le madri che le figlie le hanno salvate e le hanno protette in tutti i modi. Madri che hanno rischiato tanto per portare via le figlie da contesti atroci, violenti, maschilisti, terribili. Madri che si sentono impotenti di fronte all’incessante martellare di programmi televisivi e pubblicità in cui le donne vengono presentate come oggetti. Di fronte alla cultura reazionaria che imperversa dentro la scuola pubblica dove una ragazzina non sa a chi chiedere dove procurarsi un contraccettivo, a quale consultorio rivolgersi, dove sono completamente sole, semmai crocifisse quando sono sincere. Di fronte alle università dove i baroni sessantenni continuano impunemente a toccare il culo alle diciottenni. Di fronte al mercato del lavoro dove le figlie finiscono al macello sfruttate nel corpo e nella mente.

Io le ho viste quelle madri coraggiose che insegnavano la sessualità alle figlie, le informavano su tutto, evitavano loro di trovarsi in situazioni spiacevoli, le facevano sentire riconosciute e valorizzate ogni volta che mostravano di essere per niente omologate alla maggioranza e proprio quelle madri venivano chiamate incoscienti, irresponsabili, libertine, e venivano incolpate per ogni “caduta” di valori perchè il motto della patria è sorveglianza a go-go ed educazione al pensiero unico.

Le donne vogliono essere libere. Le femministe lottano per liberarsi e liberare e non fanno di mestiere le kapò. Gli uomini e quelle che invece le kapò amano farle stringono le nostre catene e ci insultano. Ogni giorno. Sempre.

I maschi e il maschilismo, la cultura patriarcale sono responsabili di questo scempio. Chiedete il conto a loro e smettete di inzozzare la nostra storia e di mortificare la nostra intelligenza. “

Fonte: femminismo a sud

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