Il coraggio di dire basta

Veronica,

sento il bisogno di scriverti e di dirti grazie da parte di tutte noi donne, grazie per aver saputo alzare la testa, grazie per aver dimostrato che l’aver vicino un uomo di potere non basta e vivere nel lusso sfrenato non rende felici.
Hai l’appoggio di tutte noi, donne più o meno normali, impegnate nel nostro quotidiano come meglio possiamo, impegnate a far capire alle nostre figlie che l’immaginario femminile voluto da questo tipo di potere, offende inequivocabilmente la dignità delle donne, le sfrutta solo e unicamente come immagini e simboli di sesso e che tutto ciò non paga ma umilia e tu Veronica, in questo nostro impegno oggi ci sei vicina
Mi è capitato di pensare in questi giorni ad alcune delle tante donne vicine agli uomini di potere. Penso a Michelle Obama e come il neo eletto Presidente, nel giorno forse più importante della sua vita, quello del suo insediamento alla Casa Bianca, la innalza a ruolo di indispensabile importanza e fondamentale alla concorrenza del suo essere. Immagino che tu, come del resto molte di noi, abbia avuto un sussulto a guardare la scena del ballo quando Obama si china verso di lei, appoggia la guancia sulla sua e la stringe a se, come se nessuno fosse intorno a loro. In quel momento scompariva totalmente la figura del Presidente e appariva la figura di un uomo fatto di carne ed ossa con le sue debolezze e appariva, senza vergogna o pericolo di svilimento dell’immagine maschile, il manifesto bisogno di avere una donna intelligente, capace….. una donna al suo fianco. Non nascondo che quelle immagini, quel giorno mi hanno positivamente colpita, ma a te certamente hanno fatto un gran male.
Tu vicino ad un uomo che ripaga la gratitudine delle veline candidandole alle europee, che non si sa bene cosa “faccia” con ragazzine minorenni che lo chiamano “papi”, che non ci ha mai risparmiato umilianti giudizi sulle donne sempre offese da un sordido maschilismo ridondante di ridicola finta simpatia, come nel caso della disoccupata a cui fu consigliato di “sposare suo figlio”, o della presunta vitalità di Eluana Englaro legata unicamente al suo ciclo mestruale e alla possibilità di mettere al mondo un figlio. Tutto questo ha offeso e offende tutte noi e senz’altro anche a te.
Certo non potrai essere per noi un esempio o un punto di riferimento, tu che per tanti anni hai svilito il tuo essere donna accettando il misero ruolo che ti era stato affidato!! Ci hai dovuto pensare molto: ci voleva coraggo e tu l’hai avuto……meglio tardi che mai, e per questo ti siamo grate!

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