Fecondazione assistita con prelievo di seme da marito in coma

Quando si trattava di impedire che la tortura di Eluana giungesse finalmente al termine, gli integralisti di regime invocavano il fatto che la ragazza fosse viva, adducendo, quale dimostrazione di tale assunto, la circostanza che ella si trovasse perfino nelle condizioni di generare un figlio. Adesso che una donna di Vigevano ha deciso di prelevare il seme del marito in coma per procedere alla fecondazione assistita e avere un bambino, invece, il Vaticano parla di “illecito grave”. L’occasione mi è gradita per invitare i nostri amici crociati a mettersi d’accordo. Oppure, il che sarebbe ancora meglio, a smettere una buona volta di prenderci in giro. Grazie.

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